25-09-20

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Il ministro dell’Interno del Libano, Mohamed Fehmi, ha dichiarato ai giornalisti che una delle due esplosioni verificatesi a Beirut, quella al porto, sarebbe stata causata “dal nitrato di ammonio, immagazzinato in grande quantità”.

Tuttavia, il nitrato d'ammonio viene considerato "un esplosivo moderatamente forte".

Segue un estratto dell'articolo "Nitrato d'ammonio: un secolo di esplosioni", pubblicato in "Rivista dei combustibili" nel gennaio 2013. DISPONIBILE IL DOWNLOAD IN FORMATO PDF

Le parole del ministro, vista la violenza dell'esplosione, non convincono affatto.

C'è dell'altro?


Diceva Agatha Christie: «Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova».

Ad un anno di distanza dai drammatici eventi che hanno visto sparire dall'orizzonte Genovese il ponte Morandi, siamo qui a riassumere velocemente le fasi del crollo e ad analizzarne le cause reali, che nulla hanno a che vedere con un cedimento strutturale.

Sono le 11:36:25. Un finto incidente stradale ferma il traffico veicolare da e verso La Spezia. Una coda inizia a formarsi in direzione La Spezia, mentre la telecamera della società Autostrade per l'Italia, ci mostra mezzi ancora provenire a velocità sostenuta in direzione Ventimiglia.

Le analisi digitalizzate delle sequenze, mostrano che il ponte è ancora intatto sino alla fine delle riprese video e cioè sino alle 11:36:37. Inoltre, le immagini fornite successivamente dalla Guardia di Finanza di Genova, evidenziano come il ponte sul Polcevera sia ancora in piedi oltre le 11:40. Di conseguenza l'orario ufficiale del crollo non è quello corrispondente a quanto verificatosi nei fatti. D'altronde diverse testimonianze avvalorano questa tesi.

Un altro 11 Settembre.

Il monologo si ripete nella storia: dietro ogni atto terroristico, o guerra ci sono sempre loro.

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